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martedì 27 marzo 2007

Valentino Rossi -Jerez-


Il Dottore è tornato. Ed ai rivali ha somministrato una terapia d’urto. I super eroi esistono. Eccome se esistono. A Jerez Rossi ha guidato come un re, riportando indietro l’orologio nel giorno in cui l’ora legale ha spostato le lancette in avanti. Vale ha fatto rivivere i vecchi tempi, quando vinceva passeggiando, dominando, con una superiorità incredibile. Disarmante.

Era tempo che non accadeva, erano cinque gare che Valentino non riusciva ad arrampicarsi sul gradino più alto del podio. C’erano degli incubi da scacciare, delle streghe che frullavano nel suo casco. Il sorpasso di Elias sul traguardo di Estoril e la maledetta caduta di Valencia. Due episodi che nel 2006 gli hanno impedito di conquistare l’ottavo titolo. Poi i cavalli della Ducati di Stoner che nel primo gran premio del 2007 spingevano l’australiano come fosse aggrappato a un razzo. Ieri l’ex folletto di Tavullia ha rimesso le cose a posto, una vittoria che lo riporta in testa al Mondiale, un trionfo che vale più di 25 punti. Sulla pista andalusa, Rossi ha ribadito le gerarchie. I “vecchi” sono andati in pensione, i “giovani” devono attendere: se la sua Yamaha lo asseconda, per gli avversari non c’è scampo. Una vittoria bella, nitida. Il fenomeno è scattato dalla seconda posizione e alla prima curva si è accodato al poleman Pedrosa. Al termine del primo rettilineo lo ha infilato senza mollare più la testa del gruppone. Vale ha imposto il suo passo, poderoso e inesorabile.

Non è andato a scatti, non ha fatto l’elastico, non si è curato degli altri. Andava semplicemente più veloce di tutti, senza mai sbagliare. Il piccolo Daniel in sella alla Honda è stato l’ultimo a mollare, sul podio è salito anche Colin Edwards con l’altra Yamaha.
Poi Elias e il bravo Stoner con la Ducati. Solo 8° Melandri, addirittura 12° un delusissimo Capirossi.

di Claudio Margarita

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