ITALIA
A TESTA ALTA
Non occorreva un’impresa per battere la Scozia e sentirsi più che mai in corsa per l’Europeo in un girone tutto da decifrare ora che l’Ucraina ha raggiunto la vetta. L’Italia ha imposto la propria superiorità globale fin dall’avvio, la doppietta di Toni ha reso più piena la vittoria del rilancio ed ha premiato le scelte di Donadoni, reduce da una settimana di tensioni. Toni ha aperto e chiuso la sfida con gli spilungoni della difesa britannica, beffati due volte nel gioco aereo, specialità in cui sono considerati eccellenti. Un fatto è sicuro: Toni è irrinunciabile.
Il primo gol ha garantito serenità agli azzurri, che tuttavia non hanno mostrato molta continuità nel mantenere l’iniziativa. Per fortuna, gli scozzesi hanno prodotto davvero poco: basti pensare che Buffon ha compiuto la prima parata al 31’ sul tiro di McCulloch. Donadoni ha presentato la Nazionale in cui crede di più: la risposta della squadra non è mancata, ma la manovra non ha sempre avuto il pregio della fluidità, dal momento che non tutti vi hanno partecipato con grande coralità, cercando soluzioni personali. Se De Rossi è stato l’organizzatore attento, il punto di riferimento per tutti, ben spalleggiato da Gattuso, altri hanno preferito divagare, come Camoranesi, molto impreciso. Nonostante tutto, il controllo della sfida non è mai sfuggito, anche per la modestia degli avversari, temibili soltanto a Glasgow, non quando mettono il naso fuori casa.
In contropiede, Di Natale - che ha finito per strafare, tanta era la voglia di dimostrare il suo buon diritto a giocare - ha fallito due volte il raddoppio.Cosicchè è stato ancora Toni, rifornito da Gattuso, svelto a strappare la palla agli avversari ed a servire il cannoniere, a cancellare ogni paura. Poco prima, Del Piero aveva sostituito Di Natale. Poco dopo, Pirlo ha preso il posto di Perrotta. Il finale non ha riservato sorprese, la Scozia si era da tempo rassegnata alla sconfitta. Del Piero si è intestardito in qualche dribbling di troppo, come se cercasse l’ennesima rivincita. Poi Toni è uscito in un uragano di applausi, quando Donadoni ha regalato l’esordio a Quagliarella.
di Enzo D’Orsi

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